25
Ott
“Finiamola con questa storia dei finanziamenti alla Chiesa: l’apertura alla fede in Dio porta solo frutti a favore della società“. E’ questa la risposta che il segretario di Stato Tarcisio Bertone ha dato sull’inchiesta fatta da La Repubblica sui costi della Chiesa. L’inchiesta de La Repubblica, per la prima volta, faceva un po’ di chiarezza sui costi della Chiesa Cattolica e per la preciusione sul modo di spedere i soldi che lo stato italiano da fondo perduto alla Sanata Romana Chiesa. La Chiesa allo stato italiano costa circa 5 miliardi di euro, le cui voci più rilevanti sono l’ 8 per mille (991 milioni di euro), gli stipendi dei 22 mila insegnanti dell’ora di religione (circa 650 milioni di euro), convenzioni su scuola e sanità (700 milioni), eventi ecclesiastici (250 milioni circa), esenzione di ICI e IRAP (circa un miliardo di euro) e altre elusioni fiscali per il turismo cattolico (600 milioni). E la CHiesa Cattolica come usa questa ingente somma di denaro? l’80% della somma è utilizzato per sostenere la macchina ecclesiastica e il restante 20% vanno in opere caritarie (missioni, ricoveri, aiuti).
Libero Pensiero ha concluso un post riguardante lo stesso articolo de La Repubblica sottolineando la scarsa trasparenza dei bilanci del Vaticano “Va bene avere fiducia nei sacerdoti, ma uno Stato non può elargire soldi senza adeguati controlli e verifiche. Sono soldi dei cittadini e il minimo da richiedere è che i cittadini sappiano come vengano spesi.” Tutto giusto e ineccepibile, ma vorrei aggiungere una cosa pur mantenendo la sobrietà e il tono critico ma non aggressivo di Libero Pensiero. La Chiesa Cattolica, così come tutti i credo religiosi e le rispettive organizzazioni, dovrebbe sostenersi con le donazioni dei propri fedeli; finanziamenti,esenzioni, elusioni sono veri e propri privilegi che in un paese democratico non dovrebbero sussistere. Nel periodo in cui “tagliare le spese” è la parola d’ordine dei cittadini, 5 miliardi di euro sono una cifra enorme, un cifra con cui lo stato potrebbe (il condizionale è d’obbigo nel nostro paese) fare davvero tanto. Quindi, caro segretario di stato Tarciso Bertone, noi persone libere e senzienti nonabbiamo nessuna volontà di “finirla”, ma anzi vogliamo portare avanti un discorso di trasparenza e uguaglianza.
p.s. Il Sig. Tarciso Bertone è il vicnitore del premio “Faccia come il Culo” di oggi