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Ott
Ieri sera ad Annozero si discuteva tra le altre cose su quanto fosse leggittimo da parte dei magistrati parlare in TV o cmq coi media. E’ giusto? E’ leggittimo? E’ Appropiato? Non vorrei nascondermi dietro un facile “dipende dalle situazioni”, ma è pur vero che non tutti gli imputati sono uguali e non tutti gli imputati si difendono nello stesso modo o hanno possibilità di accedere a mezzi di informazione di massa con la stessa facilità. E’ stato detto che i magistrati possono parlarein TV ma mai di fatti inerenti le indagini in corso, cosa per la quale il pm De Magistris viene continuamente attaccato. Eì vero il dott. De Magistris ha parlato delle sue inchieste, ma è altrettanto vero che le cose che ha detto erano già note alla stampa presenti negli atti che sono già di pubblico dominio, senza mai scendere nel dettaglio, sena mai andare nello specifico, guardandosi bene (da ciò che si è visto sentito e letto) da diffondere informazioni ancora coperte dal segreto istruttorio. “NON SI FA!” continuano a tuonare politici di vari schieramenti e pseudo moralizzatori. Ma ci sono casi importanti di magistrati che hanno fatto lo stesso prima di De Magistris, magistrati di un certo spessore… Possiamo per esempio ricordare Giovanni Falcone o Paolo Borsellino i quali a cavallo tra il 1988 e il 1992 rilasciarono numerose interviste (celebri sono due interviste a Borsellino, una fatta da un giornalistra francese e un altra pochi giorni prima di essere ucciso), oppure possiamo ricordare di Mani Pulite e del pool di Milano che portava avanti le indagini che fecero ampio uso dei media. Ma perchè questi magistrati fecero uso dei media? Per i magistrati siciliani era indispensabile, perchè all’epoca di mafia se ne parlava decisamente poco, serviva quindi a mantenere l’attenzione alta sia del pubblico che delle istituzioni.
Per il pool di Milano invece era importante perchè gli indagati erano esponenti dell’economia, della finanza, della politica che in parte avevano ampio accesso ai media e dall’altro potevano modificare lo status quo nel tentativo di gettare un colpo di spugna su tutto, ed ecco che l’utilizzo dei media da parte dei pm quali Antonio Di Pietro divenne importantissimo, perchè manteneva l’attenzione della gente puntata sull’inchiesta e quindi il popolo italiano stesso diventava garante dell’indipendenza della magistratura.
Perchè oggi De Magistris si lascia intervistare e rilascia dichiarazioni che lo espongono all’attacco di politici e pseudomoralizzatori? Per entrambi i motivi di cui sopra. In Calabria gli intrecci tra economia, imprenditoria, politica e mafia sono i più intricati e stretti d’Italia e quindi il pm di Catanzaro non ha avuto altra scelta che di esporsi, sia per tutelare se stesso sia per difendersi sia per difendere le inchieste e costringerle a proseguiresia per portare prima e tenere poi l’attenzione alta sulla questione calabrese. Forse però De Magistris si è scontrato con qualche cosa che i suoi illustri predecessori non avevano incontrato sul loro percorso, qualche cosa di molto più forte radicato e articolato, qualche cosa che tocca e coinvolge elementi di spicco della società e delle istituzioni, qualche cosa di enorme, un leviatano tentacolare.

Luglio 25th, 2008 at 7:43 pm
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